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Ospedale allo stremo, rischio malasanità

- COPERTINO – Copertino, un ospedale allo stremo. Il campanello d’allarme risuona dalla voce del segretario provinciale della Fials, Vincenzo Gentile, il quale sostiene che infermieri e personale di assistenza sanitaria in genere non sanno più a quale santo votarsi. Una battuta amara, con il chiaro riferimento al santo dei voli, Giuseppe da Copertino, di cui il nosocomio porta il nome.

Fuor d’ironia, una situazione, che sembrerebbe particolarmente complicata per il poco personale che si avvicenda nei turni di 24 ore su 24 nei reparti e al pronto soccorso. “Nonostante le numerose lettere inviate dall’organizzazione sindacale Fials, che rappresenta la stragrande maggioranza degli infermieri e ausiliari dell’ospedale, al dirigente sanitario ed al direttore generale e sanitario dell’Asl di Lecce per sollecitare la soluzione del problema della grave carenza di personale di comparto – spiega Gentile -, nessuna iniziativa efficace è stata attuata e si deve solo constatare che la situazione odierna è insostenibile e rischia di avere gravi conseguenze assistenziali”.

Il segretario provinciale aggiunge che i reparti che manifesterebbero le maggiori carenze sono geriatria, pronto soccorso, ostetricia e ginecologia. Senza dimenticare gli altri, i quali, a loro volta, lamenterebbero insufficienze d’organico preoccupanti. “Accade quotidianamente – dice Gentile – che un solo infermiere debba assistere circa venti pazienti, alcuni dei quali, spesso, in gravi condizioni, con il rischio che non possa smontare alla fine del turno per mancanza del cambio successivo”.

C’è poi il problema del pronto soccorso, il cui lavoro aumenta esponenzialmente, d’estate, per la presenza dei turisti di Porto Cesareo, Torre Lapillo, Sant’Isidoro, le marine più vicine a Copertino. “La presenza in turno di due soli infermieri crea lunghe code con ore di attesa nella piccola saletta di accesso al servizio. Eppure – specifica il rappresentante del sindacato – l’ospedale di Copertino è secondo solo al Vito Fazzi di Lecce”. Il rischio? “I pazienti ricoverati non possono essere seguiti in base alle loro condizioni cliniche con interventi tempestivi ed è diffusa la seria preoccupazione che possano verificarsi episodi di malasanità”. D’altro canto, ricorda in conclusione Gentile, “lo stesso prefetto di Lecce, interessato dalla Fials, ha recentemente chiesto ai vertici dell’Asl chiarimenti in merito agli interventi adottati dalla direzione generale”.

  1. giuseppe
    28 agosto 2010 16:12 | #1

    Provate a chiedere al signor Gentile quanti giorni all’anno lui riesce a lavorare, …. intendo da infermieren, non da sindacalista.

  2. Sese
    30 agosto 2010 14:30 | #2

    Io chiedo e mai avro’ risposta: Sono a casa disoccupata, laureata infermiera e un cavolo di incarico nella sanità pubblica leccese non me lo da nessuno. Tutta una mafia! chiamatemi! vengo a lavorare subito!!!

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