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Operazione “mercante in fiera”: arresti per droga ed estorsioni

- COPERTINO – Una vasta operazione è stata condotta nella notte dai carabinieri del comando provinciale di Lecce e della compagnia di Gallipoli. 24 in tutto, le persone arrestate, 15 risultano indagate a piede libero. Galatina e Copertino le città in cui si svolta l’operazione. Le ordinanze sono state emesse dal gip Vincenzo Brancato, su richiesta del procuratore aggiunto Antonio De Donno.

Associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti (cocaina ed hashish) ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose queste le accuse. Due centrali del narcotraffico. Ma non solo, vi sarebbe stato anche il tentativo di estendere le attività, per mettere le mani sulla Fiera di Galatina. Le abitazioni degli indagati sono state sottoposte a perquisizione ad opera di unità cinofile specializzate antidroga.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Gallipoli, al termine di un’indagine iniziata nell’aprile del 2009 e chiusa nel dicembre dello stesso anno, svolta sul campo dai militari della tenenza di Copertino e della stazione di Galatina. Due le aree in cui sono intervenuti gli investigatori. Quella di Monteroni, come illustrato dal procuratore De Donno, con estensione verso il circondario (Veglie, Leverano, Copertino, Arnesano), e quella che agiva principalmente sul versante di Galatina. A capo della prima, sul piano operativo, vi sarebbero per gli investigatori Antonio Protopapa, 34enne di Monteroni (raggiunto in carcere dalla notifica), Salvatore Conversano, 41enne di Leverano, e Rosanna Tornese, 36enne di Monteroni. Principali esponenti del secondo gruppo sarebbero invece Antonio Lagna, 34enne di Galatina, Alessandro Ciccardi, 29enne di Galatina, Massimiliano Ciccardi, 43enne di Galatina, Pietro Narcisi, 48enne originario di Fasano, ma domiciliato a Galatina, e Roberto Tundo, 35enne di Galatina.

Nella stessa ordinanza della Procura, ma per un fatto d’altra natura, rientra un altro galatinese, Luigi Di Gesù, 40enne. Riguarda, appunto, il caso di “tentata estorsione ai danni di Maurizio Nardelli, vicenda collegata all’operazione Grifone. Fu evidenziato già allora il tentativo del clan di riferimento Di Gesù a controllare le attività economiche, in particolare l’ente fiera. E, dunque, un arresto che si riconnette a quell’indagine. Le modalità mafiose, sono l’epilogo di una vicenda già allora così qualificata”, ha spiegato il procuratore aggiunto De Donno.

Tornando, invece, al discorso della droga, gli altri arrestati sono Alessandro Vadruccio, 27enne di Galatina, Marco Fernando Rossetti, 34enne di Galatina (attualmente ristretto nel carcere di Lucera), Andrea Lo Bue, 32enne di Galatina, Alessandro Santoro, 32enne di Galatina, Antonio Calcagnile, 56enne di Copertino, Antonio Drazza, 29enne di Copertino, Angela Protopapa, 38enne di Monteroni, ma domiciliata ad Oria, Carla Protopapa, 41enne di Monteroni, Daniele Spedicato, 32enne residente a Nardò, Stefano Mega, 29enne di Alezio, Giuseppe Bergamo, 46enne di Leverano, Vanessa Lezzi, 21enne di Monteroni (agli arresti domiciliari), Carmen Murrone, 30enne di Lecce (anche lei ai domiciliari), Claudio Erpete, 49enne originario di Bari, ma residente a Monteroni, e Marco Fracasso30enne di Parabita (ai domiciliari).

Oltre a loro, altre quattordici persone sono state denunciate a piede libero. Le abitazioni di tutti, sottoposte a perquisizione domiciliare. In un caso in particolare, quello di Massimiliano Ciccardi, i carabinieri hanno trovato oltre un chilo di marijuana. Un ultimo arresto è stato quello di Davide Salvatore Dell’Anna, 29enne di Copertino. Quest’ultimo, era tra le persone che avevano ricevuto l’avviso di garanzia, ma inizialmente non destinate alla detenzione. Durante la perquisizione, in casa, i carabinieri hanno però trovato una pistola calibro 6.35 e s’è proceduto, quindi, con la custodia cautelare. I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Gallipoli insieme all’elinucleo di Bari, al nucleo cinofili di Modugno ed ai militari delle varie compagnie del comando provinciale (Lecce, Maglie, Campi Salentina, Casarano e Tricase). In tutto, oltre 140 uomini e 50 mezzi.

All’origine dell’inchiesta: la tentata estorsione. Tutto ha avuto inizio nell’aprile del 2009, dopo una denuncia di tentata estorsione sporta dall’imprenditore di Galatina, organizzatore anche di eventi presso la Fiera. Da qui sarebbe emerso, a detta degli investigatori, l’interesse di uomini legati allo storico clan Coluccia di espandere le proprie attività. Non una novità, il tentativo d’infiltrazione nel tessuto economico della malavita organizzata, come già evidenziato da Cataldo Motta nel corso delle recenti ordinanze in capo a presunti affiliati al clan Padovano. Ma non solo. Dalle intercettazioni ambientali, quasi casualmente, sarebbe emerso un quadro molto più ampio, vale a dire un traffico di sostanze stupefacenti con ramificazioni fra Galatina, Copertino, Monteroni di Lecce, la stessa Lecce e Leverano.

Sempre parlando dell’estorsione, il tentativo sarebbe stato messo a segno da Luigi Di Gesù, ritenuto un elemento di spicco del clan. La richiesta: 30mila euro. Soldi che, proprio in quei giorni cui si era in via d’organizzazione un evento presso la fiera galatinese, sarebbero serviti per la “protezione” sulle attività commerciali. Sarebbe stato lo stesso Di Gesù a presentarsi come esponente del clan facente capo ai fratelli Coluccia di Galatina e Noha. Una sorta di referente, essendo entrambi ancora ristretti. I carabinieri, raccolta la denuncia, hanno iniziato a controllare e pedinare determinati personaggi, avviando intercettazioni telefoniche e ambientali (non ultime, anche videoriprese), infiltrandosi nell’ambiente criminale. E’ stato in questo modo che s’è arrivati, risalendo l’argine, anche a due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti. Non di rado, le intercettazioni mettono a nudo situazioni diverse, rispetto a quelle per le quali originariamente era partita un’inchiesta.

Fiumi di cocaina e hashish su Galatina. Ma anche eroina

L’inchiesta, così dipanatasi, ha messo in luce l’esistenza di una presunta associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e hashish su Galatina, della quale avrebbero fatto parte Antonio Lagna, Roberto Tundo, Alessandro Ciccardi, Pietro Narcisi e Massimiliano Ciccardi. A coordinare il tutto, per i carabinieri, sarebbe stato Lagna, il quale avrebbe impartito disposizioni circa i modi ed i tempi dell’attività di spaccio, oltre che sul recupero dei proventi. Si è poi arrivati a scoprire un altro gruppo, che si sarebbe invece dedicato allo smercio di eroina. A capo di questo, vi sarebbe stato Alessandro Vadruccio, in collaborazione Marco Rossetti e Andrea Lo Bue.

Copertino, Monteroni, Leverano: spunta un altro gruppo

Ma le indagini, andando avanti, hanno fatto luce anche un secondo gruppo, in un’altra zona. Senza alcun legame con il primo, comunque, come evidenziato dal procuratore aggiunto De Donno. Fra Copertino, Monteroni e dintorni (comprese puntate sul capoluogo), il traffico di cocaina sarebbe stato gestito da Antonio Protopapa, Salvatore Conversano, Rosanna Tornese, Angela Protopapa, Carla Protopapa, Daniele Spedicato, Stefano Mega, Giuseppe Bergamo, Vanessa Lezzi, e Carmen Murrone. Con Antonio Protopapa, Rosanna Tornese e Salvatore Conversano ritenuti i personaggi di spicco.

Protopapa, in particolare, avrebbe avuto la funzione di coordinatore, insieme alla convivente Rosanna Tornese, che in alcune occasioni l’avrebbe anche sostituito nella gestione dello spaccio. Conversano sarebbe stato, a sua volta, un loro punto di riferimento come coadiutore. Di risalto anche le figure di Spedicato, Bergamo e Mega, sia per l’attività in proprio, sia nelle vesti di corrieri, consegnando la droga agli altri sodali. Angela Protopapa, Carla Protopapa, Vanessa Lezzi e Carmen Murrone, in tutto questo, avrebbero provveduto a procacciare i clienti.

Inutile dire che spesso, nelle conversazioni telefoniche, il linguaggio sarebbe stato criptico. La droga, chiamata nei modi più singolari: “bicchiere di aperitivo, viaggio, favore, minuti, frutti di mare, carne cotta, cruda” e via dicendo. Caso a parte, quello di Erpete. Questi avrebbe aver violato le prescrizioni riguardanti la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Avrebbe frequentato ripetutamente Antonio Protopapa, Salvatore Conversano e Stefano Mega (tutti già noti alle forze di polizia), per l’acquisto della droga.
fonte:lecceprima

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