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Alba nuova- meet-up: mantenere al minimo l’IMU

- COPERTINO – La manovra Monti rivoluzionerà il sistema finanziario del nostro Paese. Con l’anticipazione al 2012 dell’introduzione della nuova imposta sugli immobili, l’ I.M.U. (Imposta Municipale Unica), si modificherà la finanza locale dei Comuni, con inevitabili effetti sui cittadini. L’ IMU sostituisce la tassazione immobiliare che oggi i Comuni applicano attraverso l’Ici, con differenze non di poco conto.
Il ritorno della tassa sulla prima casa, che per alcuni potrebbe essere nulla in virtù delle detrazioni, è ben poca cosa rispetto al sacrificio a cui saranno chiamati i possessori della seconda casa, uffici e fabbricati rurali che fino a ieri erano esenti.
L’Imu della manovra Monti, attraverso un aumento del moltiplicatore per la rivalutazione della rendita catastale, gonfia la base imponibile su cui applicare le nuove aliquote, anch’esse modificate al rialzo. Così, se per i fabbricati appartenenti alla categoria A (escluso A/1) il moltiplicatore era 100 ora passerà a 160, e se per gli uffici categoria A/10 il moltiplicatore era 50 ora sarà 80.
In riferimento alle aliquote, reintrodotta la tassazione sull’ abitazione principale con il 4 x mille, il resto degli immobili è tassato con 7,6 x mille.
Il Comune di Copertino prima della manovra Monti aveva l’aliquota ordinaria al 6,6 x mille, così avverrà, semplificando i calcoli, che una famiglia con 2 figli di 15 e 20 anni per un alloggio tipo, con rendita catastale di 600 euro nel 2012 pagherà, sfruttando le detrazioni, 200 euro prima casa + 50 euro per ogni figlio al di sotto dei 26 anni: 103 euro contro 0,00 euro del 2011. Quanto alla seconda casa, supponendo una rendita catastale di 500 euro, se nel 2011 pagava circa 346 euro oggi ne pagherà 638! Il prelievo diventa sempre più pesante se la famiglia possiede un ufficio, o un fabbricato rurale, in merito a questi la nuova IMU cancella l’esenzione per i fabbricati rurali prevista dall’ici, prevedendo un’aliquota ridotta dello 0,2 x mille se adoperati per uso strumentale; entro il 30 Novembre 2012 tali immobili dovranno essere obbligatoriamente accatastati.
Tralasciando i meccanismi perequativi tra Stato e Comune, vogliamo spostare l’attenzione sulla nostra amministrazione che, dopo aver aumentato le tasse in maniera progressiva ed esponenziale (vedi Tarsu, addizionale Irpef, ecc.), oggi può difendere gli interessi del suo Comune e dei suoi cittadini, abbassando leggermente la pressione fiscale prevista dalla stangata IMU. Il decreto Monti concede ai sindaci ampi margini di manovra riguardo alle aliquote IMU da applicare: +/- 2 x mille sulla prima casa; +/- 3 x mille su quella ordinaria e +/- 1 x mille sui fabbricati rurali. Teniamo conto che queste variazioni si applicheranno alle già alte basi imponibili.
Al netto delle considerazioni politiche che inevitabilmente dovranno essere vagliate con cura nelle sedi opportune, “invitiamo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale a mantenere ai minimi le aliquote IMU utilizzando il potere regolamentare dei Comuni per modulare l’imposta in base alle diverse fattispecie. Crediamo che debbano essere riviste le agevolazioni già previste per l’ICI in base alle mutate condizioni di applicabilità. Una particolarità riguarda gli immobili inagibili ed i fabbricati realizzati per la vendita e non venduti dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo, o prevalente, l’attività di costruzione e alienazione di immobili. In tal caso l’Ici non era dovuta per espressa previsione normativa; di tale esclusione non vi è traccia nell’IMU. La stessa quindi potrà essere accordata, ma solo in via opzionale dai Comuni esercitando il loro potere regolamentare.
Il Comune ci faccia sapere in fretta come intende procedere.”

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